di Marcello Coppa – Managing Partner GELLIFY

L’innovazione oggi è sulla bocca di tutti. Non c’è piano industriale rispettabile che non la contempli, rivista di management che non discuta di come innovare in maniera più efficace e società di consulenza che non predichi l’imperativo kantiano dell’innovazione – pena l’estinzione – e dipendente che non abbia un’idea geniale su come fare meglio del proprio capo.

Se è vero che tutti ne parlano, è altrettanto vero che in pochi sono in grado di direzionare i propri sforzi per ottenere innovazione significativa.

 

Marcello Coppa_Explore 2018

 

L’innovazione è ovunque: guardare oltre l’hype.

Occorre infatti prendere atto che la situazione di abbondanza ed accessibilità (di alcune risorse, di informazione, di partner con cui innovare, startup e talenti…) non va di pari passo con la capacità di combinare gli elementi per ottenere ed applicare soluzioni inedite, che vuol dire fare innovazione.

L’ubiquità dell’innovazione si registra su vari piani:

  • Discorso mediatico. Il più evidente e sicuramente utile per creare il substrato culturale, quando si evolve dall’approccio puramente narrativo degli unicorni e degli startuppari coraggiosi e restituisce analisi ed approfondimenti sui fattori ambientali ed organizzativi.
  • Agenda del top management. I CEO sono sempre più attenti all’innovazione in quanto processo o comunque ad aree di innovazione, siano esse più market-driven o tech-driven, con una maturità crescente (Vedi “2016 Global CEO Outlook“,”2017 Global CEO Outlook“, “2018 Global CEO Outlook“).
  • Conoscenze e competenze diffuse. Sia all’interno che all’esterno delle organizzazioni è disponibile un pool di intelligenza, conoscenze pregresse e potenziali partner di innovazione che offre opportunità straordinarie. Sono moltissimi i broker di Open Innovation che possono aiutare ad attingere ai vari ecosistemi e già diverse azienda hanno sperimentato Call for Ideas, Call for Startup, Hackathon, Acceleratori, Corporate o Corporate Venture Capital come modalità. Un aspetto invece meno presidiato è quello dell’Employee-driven Innovation.
  • Innovazione nascosta. Vi sono molte attività innovative che sfuggono ai radar della contabilità dell’innovazione. Possono riguardare forme di innovazione incrementale, oppure di processo relative a funzioni non core delle aziende, oppure progetti realizzati in parti periferiche, nelle subsidiaries, soluzioni site-specific di uno stabilimento… La prima cosa che faccio quando inizio a lavorare al processo di innovazione di un’azienda è la mappatura dei cantieri già chiusi, di quelli aperti e di quelli in programma: spesso vi è la presa di coscienza di essere più innovativi di quello che si pensava e che quello che manca è “solo” il governo dell’innovazione.

 

Migliorare il Rapporto Segnale/Rumore.

In tutto questo Teatro dell’Innovazione, il rischio è di fermarsi alle “vanity metrics” perché sotto sotto c’è poco da dire. Invece, in un mondo dove tutti innovano ci sono straordinarie opportunità per chi sa coglierle, riducendo il Rapporto Segnale/Rumore dell’innovazione (vedi il libro “Best Practices are Stupid” di Stephen Shapiro).

Come fare?

Nello specifico di singole iniziative di innovazione, è fondamentale definire un focus in termini di:

  1. Challenge. Quali sono le sfide o i problemi per le quali si ricercano soluzioni? Quali sono i vincoli progettuali?
  2. Tipologia di innovazione. Che tipologia di innovazione ci si aspetta? (vedi “Ten Types of Innovation“)
  3. Maturità della soluzione. Che grado di maturità ci si aspetta dalla soluzione? (vedi il “NASA Technology Readiness“).

 

Alzare l’asticella.

In generale, per stimolare lo sviluppo di innovazione significativa è necessario alzare l’asticella in termini di valore generato, impatto e contributo al miglioramento del mondo. Bisogna riscoprire l’innovazione per il piacere di innovare, il divertimento e la passione che senti quando sai che stai contribuendo a qualcosa di grande.

Nell’età dell’abbondanza, la vera risorsa scarsa è la visione.

Qual è il futuro ideale che vuoi costruire? Qual è il tuo purpose? Quali sono i valori che ti guidano?

Su questi ed altri elementi fondamentali per la costruzione di innovazione significativa lavoreremo durante il mio workshop “Build an innovation culture” in programma il 19 ottobre durante “Explore  – The future of Work”.

Vi aspetto!

 

Assicurati il tuo posto ad Explore 2018!

 

 

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